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	<title>Novità &#8211; Studio Tavaglione</title>
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	<title>Novità &#8211; Studio Tavaglione</title>
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	<item>
		<title>Bonus prima casa under 36 anche per tutto il 2023</title>
		<link>https://www.studiotavaglione.com/bonus-prima-casa-under-36-anche-per-tutto-il-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webtek]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Dec 2022 08:26:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella bozza della Legge di Bilancio 2023 – la cosiddetta Manovra del governo Meloni – è prevista anche la proroga delle agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa per gli under 36, con nuova scadenza fissata al 31 dicembre 2023. Vediamo nello specifico di cosa si tratta. &#160; Bonus acquisto prima casa under 36: cos’è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella <strong>bozza della Legge di Bilancio 2023</strong> – la cosiddetta Manovra del governo Meloni – è prevista anche la <strong>proroga delle agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa per gli under 36</strong>, con nuova scadenza fissata al 31 dicembre 2023. Vediamo nello specifico di cosa si tratta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Bonus acquisto prima casa under 36: cos’è e chi ne ha diritto</h3>
<p>Il cosiddetto <strong>bonus prima casa under 36</strong> è un insieme di agevolazioni previste per l’<strong>acquisto della prima casa per giovani fino a 36 anni di età</strong>, introdotto nella Legge di Bilancio 2022 e poi prorogato rispetto all’iniziale data di giugno di quest’anno.</p>
<p>Chi sono i beneficiari dell’incentivo rivolto agli under 36? Per <strong>usufruire del bonus prima casa </strong>è necessario:</p>
<ul>
<li><strong>non avere ancora compiuto 36 anni di età</strong> nell’anno in cui viene stipulato l’atto di acquisto della casa;</li>
<li>avere un <strong>ISEE inferiore o pari a 40.000 euro</strong>;</li>
<li><strong>non aver acquistato in precedenza altri immobili</strong> con la medesima agevolazione;</li>
<li>essere <strong>residenti nel Comune dove si trova la casa</strong>, o comunque trasferirvi la residenza entro 18 mesi dalla data di acquisto;</li>
<li>acquistare la prima casa (quindi non essere titolari di altri immobili nel territorio del Comune dove si trova la nuova casa) <strong>entro il 31 dicembre 2022</strong>.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tale data, come detto, è in procinto di essere prorogata: il <strong>termine ultimo per acquistare la prima casa con il bonus under 36</strong> diventerà il <strong>31 dicembre 2023</strong>, e questo significa che tale misura sarà valida anche per tutto l’anno a venire negli stessi termini sia per quanto riguarda i requisiti da soddisfare, sia per le agevolazioni previste.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Bonus prima casa per under 36: quali sono le agevolazioni?</h3>
<p>Gli <strong>incentivi per chi compra casa prima dei 36 anni di età</strong> vengono erogati sotto forma di agevolazioni di vario tipo, a seconda dei casi specifici:</p>
<ul>
<li>in caso di <strong>acquisto di immobile non soggetto a Iva </strong>(compravendita tra privati), non è dovuto il pagamento delle imposte di registro (pari al 2% del valore catastale), dell’imposta ipotecaria (50 euro) e dell’imposta catastale (50 euro);</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>in caso di <strong>acquisto di immobile soggetto a Iva </strong>(acquisto da un’impresa), non è dovuto il pagamento delle imposte di registro, ipotecaria e catastale e inoltre è accordato un credito di imposta di valore pari all’Iva pagata. Tale credito potrà poi essere utilizzato per il pagamento di imposte su successioni, donazioni, pagamento Irpef o per somme dovute tramite modello F24;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>in caso di <strong>finanziamenti per acquisto, costruzione e ristrutturazione di immobili a uso abitativo</strong>, non è dovuto il pagamento dell’imposta sostitutiva.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche per gli acquirenti under 36, inoltre, <strong>la prima casa è esente dall’imposta di bollo</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Su quali case vale il bonus under 36?</h3>
<p>Gli <strong>immobili che rientrano nelle agevolazioni prima casa under 36 </strong>sono tutti quelli che fanno parte delle <strong>categorie catastali del gruppo A</strong>, con l’esclusione delle categorie A1, A8 e A9 vale a dire gli <strong>immobili di lusso</strong>. Rientrano inoltre tra le prime case acquistabili con bonus under 36 anche gli <strong>immobili comprati con aste giudiziarie</strong>, seppur con alcune limitazioni.</p>
<p>Anche l’<strong>acquisto di pertinenze all’abitazione</strong>, come per esempio cantina o box auto, è agevolabile e può avvenire contestualmente all’acquisto della casa oppure successivamente <strong>con atto separato</strong>, ma sempre entro i termini temporali fissati a norma di legge.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>NADEF, PNRR, Legge di bilancio 2023: i provvedimenti economici del nuovo governo</title>
		<link>https://www.studiotavaglione.com/nadef-pnrr-legge-di-bilancio-2023-i-provvedimenti-economici-del-nuovo-governo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webtek]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2022 08:26:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La terza convocazione del Consiglio dei Ministri del nuovo esecutivo in carica, tenutasi lo scorso 4 novembre, ha affrontato fra le altre tematiche anche quella economica evidenziando le linee programmatiche del governo Meloni in tema di fisco, finanza e tassazione. Ecco i primi provvedimenti ufficiali e le ipotesi più concrete per quelli futuri. &#160; Nota [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La terza convocazione del <strong>Consiglio dei Ministri del nuovo esecutivo in carica</strong>, tenutasi lo scorso 4 novembre, ha affrontato fra le altre tematiche anche quella economica evidenziando le <strong>linee programmatiche del governo Meloni in tema di fisco, finanza e tassazione</strong>. Ecco i primi provvedimenti ufficiali e le ipotesi più concrete per quelli futuri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza &#8211; NADEF 2023</h3>
<p>Il Consiglio dei Ministri del governo Meloni ha approvato la <strong>NADEF</strong>, ovvero la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, aggiornando di fatto la precedente versione deliberata il 28 settembre scorso. Il nuovo documento rivede le <strong>previsioni economiche di finanza pubblica</strong> alla luce di una situazione che lo stesso ministro Giorgetti ha definito in notevole peggioramento: <strong>inflazione in aumento, caro energia e rialzo dei tassi</strong> sono gli ostacoli principali per la crescita e il buon andamento dell’economia italiana e l’esecutivo ha scelto di adottare un approccio prudente e realistico, aggiornando di conseguenza anche lo <strong>scenario programmatico relativo al triennio 2023-2025</strong>.</p>
<p>Le <strong>misure contenute nella NADEF 2023</strong> sono soprattutto a sostegno delle famiglie e a tutela delle imprese italiane e della loro competitività, con uno stanziamento di circa <strong>21 miliardi di euro per contrastare l’aumento dei costi dell’energia</strong> per l’anno a venire. Inoltre, viene ribadito che il rilancio dell’economia italiana passerà attraverso l’<strong>attuazione del PNRR</strong> (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) con i relativi corposi investimenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Previsioni di crescita PIL e Manovra 2023</h3>
<p>Contestualmente sono state riviste le <strong>stime di crescita del PIL </strong>per l’anno corrente e quello futuro: al rialzo per il 2022, che passa da 3,3% a 3,7%, mentre al ribasso per il 2023, quando il PIL dovrebbe crescere non più dello 0,6% bensì dello 0,3%. Le <strong>previsioni di crescita del PIL</strong> per il 2024 (1,8%) e 2025 (1,5%) rimangono invece confermate. Invariate rispetto alla NADEF di settembre anche le <strong>stime del deficit tendenziale</strong>.</p>
<p>Il governo è al lavoro anche per predisporre la <strong>Legge di bilancio 2023</strong>, ovvero la manovra economica che dovrà essere approvata in tempi stretti dal Parlamento (entro fine anno) per <strong>evitare l’esercizio provvisorio</strong>. Come detto la Manovra conterrà – oltre al controverso aumento del tetto al contante – <strong>misure di contrasto ai rincari energetici</strong>, che potranno contare anche su circa 9 miliardi provenienti dall’extragettito 2022 (confermate le previsioni di indebitamento al 5,6%) e la conferma di due provvedimenti già attuati in precedenza: i <strong>crediti di imposta per le imprese</strong> e la <strong>proroga del taglio delle accise sui carburanti fino a fine anno</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Flat tax e detrazioni fiscali: i temi aperti</h3>
<p>Tra i nodi ancora da sciogliere della <strong>politica economica del nuovo governo</strong> quelli riguardanti il tema fiscale. In quest’ambito il dibattito interno all’esecutivo è ancora aperto e quindi è possibile parlare al momento soltanto di ipotesi: sul tavolo ci sono interventi quali la <strong>pace fiscale</strong>, la <strong>flat tax</strong> che tuttavia dovrebbe per il momento essere introdotta in forma molto limitata (soglia per il regime agevolato per le partite Iva aumentata da 65mila a 85mila euro di ricavi e compensi) e alcune <strong>detrazioni fiscali al crescere del reddito</strong>. Tra le possibilità ventilate anche la <strong>modifica al Superbonus 110%</strong>, che potrebbe essere rimodulato limitando gli interventi alla prima casa o mediante un abbassamento dell’aliquota al 90%: per il momento, tuttavia, ancora nessuna conferma né smentita da parte del governo.</p>
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		<item>
		<title>Puglia, le agevolazioni regionali sono cumulabili con Bonus sud</title>
		<link>https://www.studiotavaglione.com/puglia-le-agevolazioni-regionali-sono-cumulabili-con-bonus-sud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webtek]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2022 07:23:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Dipartimento dello Sviluppo Economico, Innovazione, Istruzione Formazione e Lavoro della Regione Puglia ha pubblicato una nota ufficiale lo scorso 26 settembre 2022, con l’obiettivo di specificare le condizioni relative al cumulo delle agevolazioni e sovvenzioni previste a livello regionale. &#160; Cumulabilità con credito di imposta beni strumentali (Bonus sud) Il riferimento normativo in materia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Dipartimento dello Sviluppo Economico, Innovazione, Istruzione Formazione e Lavoro della Regione Puglia ha pubblicato una nota ufficiale lo scorso 26 settembre 2022, con l’obiettivo di specificare le <strong>condizioni relative al cumulo delle agevolazioni e sovvenzioni</strong> previste a livello regionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cumulabilità con credito di imposta beni strumentali (Bonus sud)</h3>
<p>Il riferimento normativo in materia di <strong>cumulo delle agevolazioni in Puglia</strong> è l’articolo 13 del Regolamento Regionale, il quale prevede che gli aiuti senza costi ammissibili possano essere cumulati con qualsiasi altra misura di aiuti di Stato con costi ammissibili individuabili.</p>
<p>La nota del Dipartimento Sviluppo Economico chiarisce che tra le <strong>misure cumulabili con sovvenzioni regionali</strong> ci sono anche:</p>
<ul>
<li>il <strong>Credito di imposta per investimenti nel Mezzogiorno</strong> (Bonus sud), per l’acquisto agevolato di beni materiali a uso aziendale;</li>
<li>il <strong>Credito d’imposta ZES</strong>, fino a un limite massimo di investimenti agevolabili di 100 milioni di euro.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Bonus sud cumulabile con altre agevolazioni: regole e limiti</h3>
<p>Il cosiddetto <strong>Bonus sud</strong> istituito a dicembre 2015 è un’agevolazione fiscale erogata sotto forma <strong>di credito di imposta per l’acquisto di beni materiali rivolto alle imprese del sud Italia</strong>, che consente il recupero del 25% dell’investimento per le grandi imprese, del 35% per le medie imprese e fino al 45% per le piccole imprese a fronte dell’<strong>acquisto di beni strumentali come macchinari, attrezzature e tecnologie</strong>.</p>
<p>A tale proposito, la Regione Puglia specifica che è possibile <strong>cumulare le sovvenzioni regionali con il Bonus sud</strong> fino all’intensità massima prevista dalla Carta degli Aiuti in vigore e quindi:</p>
<ul>
<li>fino al 40% per le grandi imprese;</li>
<li>fino al 50% per le medie imprese;</li>
<li>fino al 60% per le piccole imprese.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oltre a questo, i <strong>limiti della cumulabilità di sovvenzioni regionali con il Credito di imposta Mezzogiorno</strong> sono rappresentati:</p>
<ul>
<li>dalla data del 31 dicembre 2022 come <strong>data limite entro cui realizzare l’investimento</strong> per poter usufruire del credito d’imposta previsto dal Bonus sud (salvo proroghe);</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>dal fatto di <strong>poter acquistare esclusivamente beni materiali</strong>, e non beni immateriali o edili come invece permette il Credito d’imposta ZES;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>dal <strong>limite di investimenti agevolabili fissato dal Bonus sud</strong> in 3 milioni di euro per le piccole imprese, 10 milioni per le medie imprese e 15 milioni per le grandi imprese.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>È infine necessario recepire anche quanto affermato dall’<strong>Agenzia delle Entrate</strong> a proposito della cumulabilità di diverse misure agevolative, ovvero che <strong>il cumulo di due benefici non deve superare il costo sostenuto per l’investimento</strong> da parte dell’impresa.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Decreto Trasparenza 2022: le novità sui contratti di lavoro</title>
		<link>https://www.studiotavaglione.com/decreto-trasparenza-2022-le-novita-sui-contratti-di-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webtek]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2022 13:29:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È entrato in vigore lo scorso 13 agosto il cosiddetto decreto Trasparenza, vale a dire il DL n. 104 del 27 giugno 2022 che recepisce le direttive comunitarie a livello nazionale in merito alle condizioni di lavoro trasparenti e introduce alcune novità e obblighi nel rapporto tra datore di lavoro e lavoratore: eccoli nel dettaglio. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È entrato in vigore lo scorso 13 agosto il cosiddetto <strong>decreto Trasparenza</strong>, vale a dire il DL n. 104 del 27 giugno 2022 che recepisce le direttive comunitarie a livello nazionale in merito alle <strong>condizioni di lavoro trasparenti</strong> e introduce alcune <strong>novità e obblighi nel rapporto tra datore di lavoro e lavoratore</strong>: eccoli nel dettaglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nuovi obblighi di comunicazione al lavoratore introdotti con il DL Trasparenza</h3>
<p>Nell’ottica di una comunicazione improntata alla trasparenza, il provvedimento introduce l’<strong>obbligo per il datore di lavoro di fornire ai lavoratori informazioni trasparenti</strong>, complete e chiare, accessibili in qualsiasi momento ed è tenuto a conservarle per almeno 5 anni dalla fine del rapporto di lavoro. L’<strong>obbligo di trasparenza</strong> si applica automaticamente nei confronti dei nuovi assunti, ma anche chi è stato assunto prima del 1° agosto 2022 ha facoltà di richiedere adeguata <strong>integrazione della lettera di assunzione</strong>.</p>
<p>Per adempiere a quanto previsto dal decreto Trasparenza, il datore di lavoro deve consegnare al lavoratore <strong>copia del contratto di lavoro</strong> e <strong>copia della lettera di assunzione</strong> (o comunicazione di instaurazione rapporto di lavoro). All’interno di tale documentazione devono essere presenti una serie di <strong>informazioni obbligatorie</strong>, tra cui:</p>
<ul>
<li>la data di inizio del rapporto lavorativo e il luogo di lavoro;</li>
<li>l’orario di lavoro, ordinario ed eventualmente straordinario;</li>
<li>l’inquadramento e il livello che vengono attribuiti al lavoratore;</li>
<li>la tipologia del rapporto di lavoro, la data di conclusione in caso di rapporti a tempo determinato e la durata dell’eventuale periodo di prova;</li>
<li>il compenso riconosciuto al lavoratore e i dettagli relativi ai contributi;</li>
<li>le informazioni relative al preavviso in caso di cessazione del rapporto di lavoro.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli obblighi per i datori di lavoro introdotti dal DL Trasparenza si applicano a <strong>tutte le tipologie di rapporto di lavoro subordinato</strong>, compresi i rapporti di lavoro occasionale e di lavoro domestico, mentre rimangono esclusi i lavori con meno di 3 ore a settimana. Le <strong>sanzioni previste dal decreto Trasparenza</strong> in caso di inosservanza o violazione degli obblighi previsti variano da 250 fino a 1.500 euro per ogni lavoratore coinvolto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Periodo di prova lavorativo: le novità del decreto Trasparenza</h3>
<p>Il decreto legislativo in materia di Trasparenza introduce <strong>nuove misure anche in merito al patto di prova</strong>, ovvero la clausola nel contratto di lavoro che vincola l’assunzione al <strong>superamento di un periodo di prova</strong>. A questo proposito ecco le novità:</p>
<ul>
<li><strong>la durata massima del periodo di prova non può superare i 6 mesi</strong>, mentre rimangono ammessi periodi di prova più brevi. Tuttavia, si specifica anche che nei contratti a tempo determinato è necessario un periodo di prova che abbia una durata proporzionale alle mansioni assegnate;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>il periodo di prova non può essere ripetuto</strong>, nel caso per esempio di un rinnovo di contratto per le stesse mansioni non si può sottoporre il lavoratore a un nuovo periodo di prova se già ne ha superato uno in precedenza;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>è possibile sospendere e prolungare il periodo di prova</strong>, nel caso in cui si verifichino infortuni, malattia o congedi di maternità o paternità obbligatori, in modo da consentire al lavoratore di completare il periodo di prova come da accordi iniziali recuperando i giorni perduti;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>il patto di prova è valido esclusivamente in presenza di un’<strong>assunzione in prova in forma scritta</strong>, nella quale vengano <strong>specificate esplicitamente le mansioni</strong> che il lavoratore in prova è chiamato a svolgere: in caso contrario, il periodo di prova viene considerato nullo e non valido.</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Come fare lo SPID con Infocert: Studio Tavaglione è Infocert Point</title>
		<link>https://www.studiotavaglione.com/come-fare-lo-spid-con-infocert-studio-tavaglione-e-infocert-point/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webtek]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Aug 2022 06:04:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cos’è lo SPID e a cosa serve? Lo SPID (acronimo di Sistema Pubblico di Identità Digitale) è l’identità digitale dei cittadini e imprese italiani utilizzabile per accedere ai servizi pubblici online in maniera sicura, protetta e personale. Utilizzando le credenziali personali SPID assegnate (username e password) è possibile usufruire di molteplici servizi digitali della Pubblica [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Cos’è lo SPID e a cosa serve?</h3>
<p>Lo <strong>SPID</strong> (acronimo di Sistema Pubblico di Identità Digitale) è l’<strong>identità digitale dei cittadini e imprese italiani </strong>utilizzabile per <strong>accedere ai servizi pubblici online</strong> in maniera sicura, protetta e personale. Utilizzando le <strong>credenziali personali SPID</strong> assegnate (username e password) è possibile usufruire di molteplici <strong>servizi digitali della Pubblica Amministrazione</strong>, come per esempio:</p>
<ul>
<li>evitare le code agli sportelli effettuando le procedure online;</li>
<li>accedere al proprio fascicolo sanitario elettronico;</li>
<li>ottenere la firma digitale usando SPID come metodo di riconoscimento;</li>
<li>presentare pratiche alla Pubblica Amministrazione;</li>
<li>accedere ai servizi di Inps, Agenzia delle Entrate, Comuni, ecc.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Chi rilascia lo SPID?</h3>
<p>L’identità digitale SPID viene rilasciata esclusivamente dai <strong>Gestori di Identità Digitali</strong>, vale a dire soggetti accreditati dall’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid). Attualmente i pr<strong>ovider autorizzati per l’attivazione dello SPID</strong> sono:</p>
<ul>
<li>Poste Italiane;</li>
<li>Register.it (SpidItalia);</li>
<li>Tim;</li>
<li>Aruba;</li>
<li>Namirial;</li>
<li>Lepida;</li>
<li>Intesa San Paolo;</li>
<li>Sielte;</li>
<li>TeamSystem;</li>
<li>Infocert.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>La <strong>scelta del Gestore di Identità Digitale con cui fare lo SPID</strong> è uno dei dubbi principali: ogni provider offre infatti <strong>diversi livelli di sicurezza</strong> e differenti modalità di riconoscimento (di persona o da remoto), inoltre possono esserci tariffe diverse per ottenere lo SPID a seconda del provider scelto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Come fare lo SPID?</h3>
<p>Per <strong>attivare lo SPID</strong> – a condizione di avere raggiunto la maggiore età – è necessario seguire questi passaggi:</p>
<ul>
<li><strong>collegarsi al portale</strong> di un Gestore di Identità Digitale autorizzato;</li>
<li><strong>registrarsi</strong> con i propri dati personali e i propri documenti di identità (carta d’identità e tessera sanitaria), scegliendo le credenziali SPID personali;</li>
<li><strong>effettuare il riconoscimento</strong> secondo una delle modalità di riconoscimento previste dal provider: di persona presso sportelli fisici, via webcam, con invio di audio-video e bonifico, con Carta d’identità elettronica (CIE), Carta nazionale dei servizi (CNS) o firma digitale;</li>
<li><strong>attendere il rilascio dell’identità digitale SPID</strong>, i cui tempi dipendono dai singoli provider, che è poi possibile utilizzare in maniera sempre gratuita.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>La <strong>procedura di richiesta e attivazione SPID</strong> può essere effettuata in autonomia dal singolo cittadino attraverso gli appositi portali online dei singoli provider, oppure può essere affidata a professionisti che in breve tempo sono in grado di completare con successo tutti i passaggi richiesti. <strong>Lo Studio Tavaglione è un Infocert Point autorizzato per il rilascio dello SPID</strong>: ciò significa che è possibile rivolgersi al nostro Studio per ottenere le credenziali SPID in breve tempo e senza dover affrontare la procedura online da soli, evitando così possibili dubbi o inconvenienti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Quali sono i vantaggi dello SPID Infocert?</h3>
<p>Il nostro Studio si affida a <strong>Infocert</strong> come provider per l’attivazione dell’identità digitale. Questo servizio prevede <strong>due livelli di sicurezza</strong> con autenticazione a due fattori (password e OTP) per l’accesso sicuro e univoco ai portali digitali della PA. Attivando lo SPID con Infocert inoltre potrai <strong>scegliere fra diverse modalità di riconoscimento</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>da remoto</strong>, con un’opzione a scelta tra videoriconoscimento, Carta nazionale dei servizi (tessera sanitaria) e Firma digitale;</li>
<li><strong>di persona</strong>, presentandoti presso il nostro Studio per completare la procedura in modo semplice e immediato.</li>
</ul>
<p>In tutti i casi, le <strong>tempistiche per il riconoscimento</strong> sono estremamente ridotte e non si protraggono oltre i 15 minuti circa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’identità digitale è oggi indispensabile per avere accesso ai principali servizi della Pubblica Amministrazione per i cittadini e le imprese: <strong>se non sei ancora in possesso dello SPID non attendere oltre e rivolgiti a professionisti in grado di aiutarti a ottenerlo in breve tempo.</strong></p>
<p><a href="https://www.studiotavaglione.com/contatti/"><span style="text-decoration: underline;">Richiedi SPID con Studio Tavaglione</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotavaglione.com/come-fare-lo-spid-con-infocert-studio-tavaglione-e-infocert-point/">Come fare lo SPID con Infocert: Studio Tavaglione è Infocert Point</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotavaglione.com">Studio Tavaglione</a>.</p>
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		<title>Cessione bonus edilizi 202</title>
		<link>https://www.studiotavaglione.com/cessione-bonus-edilizi-202/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webtek]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2022 07:41:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il DL Aiuti è diventato ufficialmente legge con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 15 luglio 2022 (legge 91). Nel decreto figura, tra le altre, anche un emendamento che riguarda da vicino i bonus edilizi e la cessione del credito da essi derivante, apportando così una novità in materia. Scopriamo nel dettaglio di cosa si [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>DL Aiuti</strong> è diventato ufficialmente legge con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 15 luglio 2022 (legge 91). Nel decreto figura, tra le altre, anche un emendamento che riguarda da vicino i <strong>bonus edilizi</strong> e la <strong>cessione del credito</strong> da essi derivante, apportando così una novità in materia. Scopriamo nel dettaglio di cosa si tratta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cessione credito dalle banche alle partite Iva: novità 2022</h3>
<p>Fino a oggi le banche avevano la possibilità di <strong>cedere i crediti per interventi edilizi soggetti a bonus</strong> ai propri <strong>clienti professionali privati</strong>, come per esempio agenzie di assicurazione, fondi pensione e grandi imprese (con specifici requisiti). Con l’emendamento 50 al DL Aiuti 2022 si estende la <strong>cessione del credito da bonus edilizio anche a favore di altri soggetti</strong>, purché dotati di partita Iva e che siano clienti della banca stessa. In sostanza, le banche avranno la possibilità di cedere i bonus edilizi a tutti i loro <strong>clienti con partita Iva</strong>, con la sola eccezione dei consumatori (vale a dire le persone fisiche che non hanno scopi imprenditoriali o commerciali).</p>
<p>La norma introdotta è <strong>retroattiva</strong>, in quanto si applica anche ai crediti già acquisiti dalle banche e serve proprio a sbloccare lo stallo dovuto all’impossibilità delle banche di rivendere i crediti già acquistati per poterne poi acquistare altri, e si applica ai crediti corrispondenti alle detrazioni fiscali in campo edilizio, ovvero <strong>superbonus 110% e bonus edilizi minori</strong>, anche sotto forma di <strong>sconto in fattura</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Bonus 110% e cessione del credito: chiarimenti e tempistiche</h3>
<p>L’<strong>estensione della cessione dei crediti edilizi per le banche</strong> introdotta dal Decreto Aiuti specifica inoltre due ulteriori clausole:</p>
<ul>
<li>i correntisti destinatari della cessione del credito edilizio non sono autorizzati a effettuare <strong>ulteriori cessioni del credito</strong>;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>a partire dal 1° maggio non è più consentita la <strong>cessione parziale dei crediti</strong> derivanti da sconto in fattura o cessione del credito per bonus edilizi.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>La <strong>proroga del superbonus 110%</strong>, invece, non è al momento prevista a causa della mancanza di coperture economiche: pertanto risultano oggetto di detrazione fiscale solo le spese sostenute fino a fine 2022 a condizione di completare almeno il 30% dell’intervento entro il 30 settembre.</p>
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		<title>Perché affidarsi a un commercialista per il business plan</title>
		<link>https://www.studiotavaglione.com/perche-affidarsi-a-un-commercialista-per-il-business-plan/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webtek]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jun 2022 12:43:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cos’è un business plan aziendale e a cosa serve? Il business plan di un’azienda è il piano industriale che articola l’idea di business iniziale in un progetto imprenditoriale articolato. Qualsiasi nuova iniziativa di business, che si tratti di un nuovo ramo di un’impresa o di una start-up innovativa (scopri di più su come aprire una [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Cos’è un business plan aziendale e a cosa serve?</h3>
<p>Il <strong>business plan di un’azienda</strong> è il piano industriale che articola l’idea di business iniziale in un progetto imprenditoriale articolato. Qualsiasi <strong>nuova iniziativa di business</strong>, che si tratti di un nuovo ramo di un’impresa o di una start-up innovativa (<a href="https://www.studiotavaglione.com/startup-innovative-cosa-sono-e-quali-sono-i-vantaggi/">scopri di più su come aprire una start up</a>), necessita di un business plan alla base, poiché si tratta di uno strumento industriale indispensabile per <strong>valutare la fattibilità dell’impresa</strong> e per determinare le possibili scelte strategiche da compiere per raggiungere gli obiettivi.</p>
<p>Concretamente, il business plan aziendale consiste in un <strong>documento che descrive il progetto di business</strong> mettendo in evidenza punti di forza ed eventuali punti di debolezza. Il business plan solitamente contiene:</p>
<ul>
<li>gli <strong>obiettivi aziendali</strong>;</li>
<li>le <strong>strategie</strong> da adottare per il raggiungimento di tali obiettivi;</li>
<li>l’<strong>analisi del mercato</strong> di riferimento e delle opportunità di vendita;</li>
<li>il <strong>piano di marketing</strong> e i relativi strumenti;</li>
<li>le <strong>previsioni finanziarie</strong> relative al progetto.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Perché fare un business plan?</strong> Il suo utilizzo è duplice: sul fronte interno all’azienda, lo stesso <strong>processo di</strong> <strong>redazione del business plan</strong> è fondamentale per comprendere e tracciare la strada da percorrere e porre le basi per il successo finale; sul fronte esterno, il business plan aziendale diventa un prezioso strumento per la <strong>ricerca di finanziamenti, soci o partnership</strong> a supporto dell’iniziativa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Come è fatto un business plan</h3>
<p>La <strong>struttura del</strong> <strong>documento di business plan</strong> si compone essenzialmente di due parti distinte:</p>
<ul>
<li><strong>una parte qualitativa</strong>, che contiene la presentazione e descrizione del progetto, gli obiettivi di business e le iniziative da mettere in campo. È la parte che racconta la genesi della business idea e i suoi sviluppi, contestualizzandola nel settore di mercato in relazione alla domanda e ai competitor e ipotizzando i possibili scenari futuri;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>una parte quantitativa</strong>, che traduce in numeri le strategie individuate nella sezione precedente allo scopo di quantificare l’investimento economico, finanziario e patrimoniale necessario per avviare il progetto e sostenerlo nel tempo.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A chi rivolgersi per un business plan professionale</h3>
<p>Per <strong>fare un business plan efficace e di successo</strong> occorrono competenze specifiche in molteplici campi, dalla conoscenza del marketing e del mercato di riferimento alla capacità di effettuare previsioni economiche-finanziarie. Per questo motivo, scegliere di <strong>farsi da soli un business plan</strong> o affidarsi a template e guide online per creare <strong>business plan fai-da-te</strong> non è quasi mai una soluzione consigliata, poiché un’errata pianificazione di costi, ricavi e tempistiche di progetto può compromettere la riuscita dell’intera iniziativa.</p>
<p>Molto meglio <strong>rivolgersi a un professionista per redigere un business plan</strong> serio e attendibile. I <strong>consulenti per business plan</strong> sul mercato sono molteplici e non sempre affidabili: in molti si professano esperti in materia, ma pochi possiedono realmente le competenze, le conoscenze e l’esperienza necessaria. Sicuramente <strong>affidarsi a uno studio commercialista per la stesura del business plan aziendale</strong> è una scelta di buon senso: i <strong>commercialisti specializzati in business plan</strong> sono in grado di guidare gli imprenditori e le start-up nel complesso processo di analisi, strategia e previsione dell’impresa futura, hanno gli strumenti e la professionalità per <strong>stimare la fattibilità economica di un progetto</strong> e possono inoltre aiutare le aziende ad <strong>accedere a finanziamenti e agevolazioni</strong> per l’avvio del nuovo business.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.studiotavaglione.com/consulenza/#business-plan">Scopri il servizio di consulenza per business plan aziendali dello Studio Tavaglione</a></p>
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		<title>Decreto Aiuti e bonus 200 euro: come funziona</title>
		<link>https://www.studiotavaglione.com/decreto-aiuti-e-bonus-200-euro-come-funziona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webtek]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2022 12:14:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso 2 maggio il Consiglio dei Ministri ha approvato il DL Aiuti contenente una serie di misure urgenti, per un valore complessivo di 14 miliardi di euro, finalizzate a sostenere imprese, lavoratori e pensionati in relazione alla crisi derivante dalla situazione in Ucraina. Tra questi provvedimenti spicca l’inatteso quanto gradito bonus di 200 euro [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 2 maggio il Consiglio dei Ministri ha approvato il <strong>DL Aiuti</strong> contenente una serie di misure urgenti, per un valore complessivo di 14 miliardi di euro, finalizzate a <strong>sostenere imprese, lavoratori e pensionati</strong> in relazione alla crisi derivante dalla situazione in Ucraina. Tra questi provvedimenti spicca l’inatteso quanto gradito <strong>bonus di 200 euro destinato a lavoratori e pensionati</strong>. Scopriamo nel dettaglio di cosa si tratta e chi ne ha diritto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Le principali misure del DL Aiuti</h2>
<h3>Prezzo dei carburanti: proroga riduzione accise</h3>
<p>Con un apposito decreto legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale in tempi rapidi il governo ha esteso la <strong>durata del taglio delle accise sui carburanti</strong> che era in scadenza a inizio maggio prorogandone la validità fino al prossimo <strong>8 luglio</strong>. Allo scopo di contrastare gli effetti della crisi russo-ucraina sul <strong>costo della benzina </strong>e dei prodotti energetici, pertanto, le <strong>accise sui carburanti</strong> (vale a dire le imposte di produzione) vengono mantenute ridotte così come già avvenuto nell’ultimo mese, e in alcuni casi ulteriormente abbassate. Nello specifico:</p>
<ul>
<li><strong>l’accisa sulla benzina</strong> è di 478,40 euro per mille litri;</li>
<li><strong>l’accisa sul gasolio</strong> è di 367,40 euro per mille litri;</li>
<li><strong>l’accisa sul GPL</strong> è di 182,61 euro per mille kg;</li>
<li><strong>l’accisa sul gas naturale per autotrazione</strong> è pari a 0 e la relativa aliquota Iva passa dal 22% al 5%.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Bonus bollette retroattivo</h3>
<p>Un <strong>aiuto economico per le famiglie</strong> è introdotto sancendo <strong>la retroattività del bonus bollette</strong>. Il bonus sociale bollette luce e gas è una misura già in vigore per il secondo trimestre 2022 (introdotta con il maxi emendamento alla <a href="https://www.studiotavaglione.com/legge-di-bilancio-2022/">Legge di Bilancio 2022</a>) che prevede agevolazioni sotto forma di <strong>sconto mensile in bolletta per 12 mensilità </strong>per i nuclei familiari a basso reddito o con patologie gravi certificate, che siano titolari di forniture gas o elettrica per uso domestico.</p>
<p>Il decreto Aiuti, oltre ad <strong>estendere la validità del bonus bollette anche al terzo trimestre</strong> (quindi fino al 30 settembre 2022), lo rende anche <strong>retroattivo</strong>: sarà così possibile per le famiglie che non hanno fatto in tempo, <strong>presentare la richiesta di sconto in bolletta</strong> mediante ISEE e compilazione dell’apposito modulo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Misure a sostegno delle imprese</h3>
<p>Il <strong>potenziamento degli aiuti alle imprese</strong> è uno degli obiettivi principali del DL Aiuti. Concretamente, il provvedimento si traduce in una serie di misure per la <strong>riduzione del costo dell’energia</strong> e per garantire liquidità e produttività.</p>
<p>Sul piano energetico il Decreto legge prevede un <strong>rafforzamento dei crediti di imposta per energia elettrica e gas alle imprese</strong>, che a seconda dei casi e del tipo di impresa (a forte consumo di gas naturale/energia elettrica o meno) passa dal 20% al 25% o dal 12% al 15%.</p>
<p>Sul fronte della <strong>liquidità alle imprese</strong> rientra l’intervento <strong>di proroga della riduzione accise contro il caro carburanti</strong> e ad esso si aggiungono una serie di misure finalizzate a <strong>contrastare l’aumento dei prezzi delle materie prime</strong>, a potenziare i crediti di imposta per investimenti e formazione 4.0 e a erogare contributi a fondo perduto a sostegno delle imprese colpite dalla crisi ucraina in termini di riduzione di fatturato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Bonus 200 euro per dipendenti, pensionati e lavoratori autonomi</h3>
<p>L’intervento più significativo e diretto per i lavoratori arriva con <strong>il bonus 200 euro destinato a lavoratori dipendenti e autonomi </strong>oltre che ai pensionati. Si tratta di un <strong>contributo una tantum</strong> che verrà probabilmente erogato <strong>in busta paga a giugno per i dipendenti</strong> direttamente dalle imprese e nella <strong>quattordicesima di luglio per gli assegni pensionistici</strong>.</p>
<p><strong>A chi spetta il bonus Draghi di 200 euro?</strong> Per ottenerlo la discriminante è il reddito: per i lavoratori dipendenti e autonomi <strong>la</strong> <strong>soglia massima è 35mila euro</strong>, mentre per i pensionati non si conosce ancora il tetto ma sarà sicuramente più basso.</p>
<p>Per <strong>richiedere il bonus 200 euro</strong>, che riguarderà circa 28 milioni di italiani, non è necessario presentare alcuna domanda: il contributo verrà <strong>versato direttamente in busta paga o in aggiunta all’assegno pensionistico</strong> per gli aventi diritto.</p>
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		<title>Startup innovative: cosa sono e quali sono i vantaggi</title>
		<link>https://www.studiotavaglione.com/startup-innovative-cosa-sono-e-quali-sono-i-vantaggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webtek]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 09:20:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un periodo di difficoltà diffusa sul piano economico internazionale, fondare una startup è un’operazione che consente a giovani con idee vincenti di creare imprese in grado di innovare e di affermarsi a livello locale e nazionale. Proprio per questo esistono specifiche misure a supporto delle startup: scopriamo nel dettaglio di cosa si tratta. &#160; [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un periodo di difficoltà diffusa sul piano economico internazionale, <strong>fondare una startup</strong> è un’operazione che consente a giovani con idee vincenti di creare <strong>imprese in grado di innovare</strong> e di affermarsi a livello locale e nazionale. Proprio per questo esistono specifiche <strong>misure a supporto delle startup</strong>: scopriamo nel dettaglio di cosa si tratta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Definizione di startup innovativa e requisiti</h3>
<p>Si definisce <strong>start-up innovativa</strong> un’impresa neonata o comunque costituita da <strong>meno di 60 mesi</strong> (5 anni), con <strong>sede o filiale in Italia</strong> e che presenta come core business prodotti o servizi ad <strong>elevato valore tecnologico</strong>. Gli ulteriori requisiti da soddisfare per essere considerata startup innovativa sono:</p>
<ul>
<li>un fatturato annuale inferiore a 5 milioni di euro;</li>
<li>non deve essere quotata su nessun mercato;</li>
<li>non distribuisce utili;</li>
<li>non è costituita in seguito a fusione aziendale o cessione di ramo d’azienda.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>La start-up innovativa deve inoltre <strong>soddisfare uno di questi requisiti</strong>:</p>
<ul>
<li>spendere almeno il 15% del maggiore valore tra fatturato e costo di produzione in ricerca e sviluppo;</li>
<li>avere depositato un brevetto registrato (o esserne titolare o licenziataria);</li>
<li>includere all’interno del proprio organico, fra dipendenti e collaboratori, almeno 2/3 di lavoratori con laurea magistrale (o in alternativa 1/3 di dottorati o dottorandi).</li>
</ul>
<p>Se l’azienda giovane assolve ai requisiti richiesti può <strong>richiedere il riconoscimento dello status di startup innovativa</strong> producendo un’autocertificazione firmata dal legale rappresentante dell’azienda, previa <strong>iscrizione al Registro delle Imprese </strong>nell’apposita sezione dedicata, presso la Camera di Commercio provinciale.</p>
<p>La normativa introduce inoltre anche la <strong>definizione di incubatore certificato di startup innovative</strong>, come organizzazione che facilita e accelera la nascita dell’impresa giovane mediante specifici strumenti e fasi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Agevolazioni previste per le startup innovative</h3>
<p>Le <strong>imprese giovani riconosciute come startup innovative</strong> hanno la possibilità di accedere agli <strong>incentivi e vantaggi statali </strong>riservati a questo tipo di attività. In particolare le <strong>agevolazioni per start-up</strong> prevedono:</p>
<ul>
<li>accesso ai finanziamenti agevolati “smart &amp; start Italia”;</li>
<li>flessibilità su disciplina dei contratti di lavoro e remunerazione dei lavoratori (anche mediante partecipazione al capitale);</li>
<li>incentivi fiscali per vari adempimenti;</li>
<li>deroghe a disciplina societaria ordinaria, società di comodo e in perdita sistematica;</li>
<li>ricorso all’equity crowdfunding per la raccolta di capitali;</li>
<li>in caso di insuccesso della startup, procedure semplificate Fail Fast per fallimento, concordato preventivo e liquidazione.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inoltre, con il <strong>Decreto Rilancio</strong> sono state introdotte ulteriori <strong>misure a supporto delle startup innovative</strong> quali:</p>
<ul>
<li>detrazioni fiscali del 50% (anziché il precedente 30%) per investimenti in startup;</li>
<li>proroga del regime di startup per le imprese già regolarmente iscritte alla sezione speciale al mese di maggio 2020;</li>
<li>credito d’imposta 12% per attività di ricerca e sviluppo;</li>
<li>contributi statali a fondo perduto per l’acquisto di servizi finalizzati allo sviluppo di imprese innovative.</li>
</ul>
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		<item>
		<title>Nuova rateizzazione per cartelle esattoriali: la novità nel DL Milleproroghe</title>
		<link>https://www.studiotavaglione.com/nuova-rateizzazione-per-cartelle-esattoriali-la-novita-nel-dl-milleproroghe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webtek]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Mar 2022 08:50:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il cosiddetto DL Milleproroghe 2022 introduce una nuova possibilità di rateizzazione fino al prossimo 30 aprile per i contribuenti non in regola con il pagamento delle cartelle esattoriali: questo provvedimento entrerà in vigore con la conversione in legge del decreto Milleproroghe, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. &#160; Cartelle esattoriali per i decaduti: rateizzazione al [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il cosiddetto <strong>DL Milleproroghe 2022</strong> introduce una nuova <strong>possibilità di rateizzazione fino al prossimo 30 aprile per i contribuenti non in regola con il pagamento delle cartelle esattoriali</strong>: questo provvedimento entrerà in vigore con la conversione in legge del decreto Milleproroghe, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cartelle esattoriali per i decaduti: rateizzazione al 30 aprile 2022</h3>
<p>L’emendamento contenuto nel decreto Milleproroghe riguardante la <strong>riscossione di cartelle esattoriali</strong> interviene a modificare quanto stabilito nel <strong>Decreto Ristori 2020</strong>, che fissava al 31 dicembre 2021 <strong>la data limite per le eventuali richieste di rateazione</strong> da parte dei contribuenti. Con la nuova norma questo limite temporale viene spostato al <strong>30 aprile 2022</strong>, prorogando di conseguenza i termini per richiedere una nuova <strong>dilazione del pagamento delle cartelle esattoriali</strong>.</p>
<p>La <strong>decadenza per le rateizzazioni</strong> si concretizza con il <strong>mancato pagamento di 5 rate</strong>, anche non consecutive: stando ai dati del Ministero dell’Economia, sarebbero oltre 520mila i contribuenti &#8211; pari al 43% del totale &#8211; che non sono riusciti a <strong>regolarizzare la loro posizione saldando le rate dei pagamenti dovuti</strong> entro i limiti temporali previsti, soprattutto a causa della crisi economica post pandemia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Piani di rateizzazione decaduti Agenzia delle Entrate: le novità 2022</h3>
<p>Con questa nuova disposizione contenuta nel DL Milleproroghe i contribuenti che hanno già ottenuto in passato una <strong>rateizzazione delle cartelle esattoriali</strong> ma ancora in ritardo nei pagamenti potranno fare richiesta all’Agenzia delle Entrate per una nuova dilazione dei debiti maturati, <strong>senza l’obbligo di saldare le rate</strong> dovute e scadute. Le eventuali <strong>somme già versate</strong> sono invece considerate acquisite in modo definitivo.</p>
<p>A partire dal 1° gennaio e fino al 30 aprile è pertanto aperta una finestra temporale per richiedere la ulteriore rateizzazione per chi è stato <strong>escluso dai benefici della definizione agevolata</strong> a seguito del mancato rispetto dei piani di pagamento concordati. Questa misura si aggiunge alle altre <strong>agevolazioni riguardanti le cartelle esattoriali</strong> introdotte dal governo per il 2022, come l’ampliamento delle <strong>rate non pagate che portano alla decadenza</strong> da 5 a 18 per i piani in corso all’8 marzo 2020 (periodo pre-pandemia) e da 5 a 10 per i piani concessi tra l’8 marzo 2020 e il 31 dicembre 2021 (periodo covid).</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotavaglione.com/nuova-rateizzazione-per-cartelle-esattoriali-la-novita-nel-dl-milleproroghe/">Nuova rateizzazione per cartelle esattoriali: la novità nel DL Milleproroghe</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotavaglione.com">Studio Tavaglione</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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	</channel>
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